La storia delle Vetrate Panoramiche

La storia delle Vetrate Panoramiche: come, dove e perché nascono le Vetrate Panoramiche

La storia delle Vetrate Panoramiche comincia circa 30 anni fa. Dove? Nei Paesi del Nord Europa, come la Finlandia, la Norvegia, la Danimarca e la Svezia, nazioni in cui il gas per il riscaldamento era e tutt’oggi è erogato – e in alcuni casi anche distribuito – gratuitamente. In quegli anni, i tecnici comunali notarono una circostanza inedita e illuminante: i balconi che erano chiusi e protetti con serramenti si trasformavano in serre solari captanti e, al contempo, tampone. Questo vuol dire che l’ambiente riusciva a immagazzinare e a trattenere il calore solare, facendo risparmiare energia. Nelle giornate fredde, inoltre, diminuiva la dispersione termica dell’abitazione e, così, permetteva di risparmiare gas (o acqua calda) necessari per riscaldare l’ambiente. Ma non era tutto qui. Già 30 anni fa fu chiaro che, su vasca scala, questo processo contribuiva a determinare il contenimento dell’inquinamento atmosferico.

Il vetro come strumento di copertura e protezione

Il vetro è uno dei più antichi materiali utilizzati dagli uomini. La sua funzione originaria era quella di conservare gli alimenti e, a ben pensarci, lo stesso compito di protezione e conservazione svolge oggi nelle nostre case.

Furono proprio gli infissi come finestre e vetrate con telai meccanici o lignei la soluzione che si pensò di utilizzare 30 anni fa nell’Europa del Nord per proteggere verande e balconi. Quest’espediente aveva un importante limite, però: modificava e imbruttiva l’aspetto estetico e architettonico degli edifici. Per risolvere questo problema furono coinvolti architetti, ingegneri, designer, urbanisti e aziende del settore. Dopo anni di prove e tentativi, arrivò la soluzione: fu creato il primo prototipo delle vetrate panoramiche a libro, ovvero a scomparsa. Si tratta di una tipologia di infissi sicura, leggera, amovibile e con un’importante funzione protettiva, che non solo non intacca l’architettura degli edifici, ma la valorizza.

 I primi prototipi di vetrate a scomparsa

Per realizzare le prime vetrate a libro le ampie lastre di vetro furono tagliate in ante più strette e piccole. Al contempo, furono eliminati gli elementi metallici, così vistosi, per lasciare il vetro libero di esprimersi. Per tenere strette tra loro le ante di vetro e proteggerle dal vento e dalla pioggia, furono usate delle guarnizioni anti-spifferi e semi-trasparenti, quasi invisibili. Inizialmente queste guarnizioni erano in plastica, oggi sono realizzate in PVC traslucido.

Inoltre, per far scorrere le antine di vetro su dei binari, furono dotate di un supporto superiore e di uno inferiore e di cuscinetti a sfera che ne salvaguardavano la potenziale uscita di queste ante dai binari.

I vantaggi dell’uso del vetro

L’idea di utilizzare il vetro come sistema di protezione e copertura di ambienti aperti ed esposti garantiva e tutt’oggi garantisce importanti vantaggi:

  • L’impatto architettonico e visivo diventa piacevole e gli edifici sono impreziositi da opere di Il vetro panoramico, infatti, abbellisce le abitazioni e gli edifici.
  • Il vetro è un materiale architettonico che annulla i limiti percettivi degli spazi e valorizza i panorami e gli elementi paesaggistici.
  • La possibilità di utilizzare i balconi e le verande per tutto l’anno. In questo modo sono resi funzionali e abitabili spazi altrimenti inutilizzati e sprecati.
  • Il risparmio energetico, dovuto sia all’effetto serra che si crea nell’ambiente sia all’effetto captante: nei mesi invernali la copertura con vetrate immagazzina il calore e lo diffonde anche negli altri ambienti.
  • L’apertura delle ante vetrate è facile e leggera.
  • Anche la pulizia dei vetri è facile.

Il vetro, la riqualificazione architettonica e una nuova filosofia dell’abitare

Se c’è una cosa che caratterizza oggi il settore dell’architettura, della progettazione e dell’edilizia è il cambiamento che sta avvenendo. Dopo anni in cui a svettare in alto sono stati sontuosi grattacieli, finalmente stiamo tornando a un’edilizia più tradizionale, che rispetta l’ambiente e il territorio e che sviluppa idee e soluzioni con l’obiettivo di essere sempre più sostenibile.

L’architettura svolge un compito essenziale nella società contemporanea: oltre a risolvere problemi pratici e funzionali, si interseca con la vita dell’uomo e della natura. E ha un importante obiettivo, far vivere bene le persone e valorizzare il loro rapporto con l’ambiente. Un ambiente che viene sempre più messo al centro, in un indissolubile legame uomo-natura.

Questa nuova filosofia dell’abitare fonda i suoi pilastri su questi principi e considerazioni:

  • Il rapporto tra l’uomo e l’ambiente non è più solo funzionale, ma anche emozionale e intimo.
  • Siamo in un contesto di cambiamento e il nostro futuro sarà sempre più in Smart-working. Compito dell’architettura contemporanea è anche quello di adeguare le nostre abitazioni a queste rinnovate esigenze e di farlo garantendo la sostenibilità ambientale e minimizzando l’impatto sulla natura.
  • Abitare un luogo significa anche poterne godere in libertà e serenità.
  • La sostenibilità ambientale ha un ruolo sempre più centrale nell’architettura e nella vita sociale e rispettare l’ambiente e la natura è oggi una mission per architetti, ingegneri e costruttori edili. Tutelare il nostro paesaggio e il patrimonio storico e garantire la sostenibilità ambientale vuol dire:
    • Limitare il consumo del suolo e del territorio
    • Ridurre la cementificazione e riutilizzare il suolo già esistente. Anche per questo è molto importante valorizzare e sfruttare i milioni di balconi e di verande inutilizzate in Italia, che possono essere valorizzate proprio grazie a coperture e protezioni in vetro.
    • La necessità di garantire il risparmio energetico. E anche per questo, è fondamentale oggi coprire balconi e verande con vetrate panoramiche che limitano la dispersione termica e l’inquinamento atmosferico.

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