La sostenibile leggerezza delle VePa

Ho voluto parafrasare il famosissimo romanzo di Milan Kundera (scrittore di origine cecoslovacca) per dare il titolo a questo intervento.

L’obiettivo è quello di informare i lettori cos’è successo dopo il 21 settembre 2022, con l’entrata in vigore dell’Art. 33-quater (Legge 142 del 21 settembre 2022 “Decreto Aiuti-bis” di conversione del D.L. 115/2022), che ha di fatto modificato il Testo Unico in materia edilizia inserendo, tra gli interventi previsti in edilizia libera, l’installazione di vetrate panoramiche per il risparmio energetico, cosiddette VePa.

I dati di cui dispone la nostra Associazione sono eloquenti. 

La casa

In meno di un anno oltre diecimila famiglie italiane hanno finalmente potuto completare, proteggere e utilizzare i propri terrazzini, verande e poggioli. 

Balconi per lo più inutilizzati e quindi, a tutti gli effetti, organismi edili sprecati. In Italia se ne stimano più di dieci milioni.

Famiglie che, grazie a questa nuova norma hanno potuto disporre di maggiore spazio abitabile (senza aumento di volumetria); hanno potuto diminuire le dispersioni termiche delle case (la maggior parte non efficientate) e risparmiare in bolletta. 

Non solo. Hanno permesso ai bambini, agli anziani, ai disabili stanziali e agli animali domestici di disporre di nuovi spazi: ambienti luminosi, protetti, confortevoli e soprattutto sicuri. 

E tutto questo senza nessun iter burocratico e senza sborsare vessativi “oneri” amministrativi. 

Il lavoro, l’economia, l’impresa

Senza quei falsi “vincoli” nati da un vuoto normativo, gli operatori economi del settore e gli addetti ai lavori appartenenti a comparti complementari, hanno triplicato il proprio fatturato relativo a questi manufatti, le vetrate panoramiche amovibili.

Un dato sorprendente e incoraggiante in un periodo di affanno economico e sociale post-pandemico e nel pieno di un conflitto bellico alle nostre porte. 

Architettura, edilizia, urbanistica

Utilizzare le VePa per completare e proteggere i balconi abbandonati e spesso ricettacoli di sporcizia, o usati come ripostiglio, ha permesso di migliorare e valorizzare l’aspetto estetico e architettonico dei prospetti e delle facciate, senza modificarne le partiture edili originali e assentite; di aumentare il valore immobiliare dell’edificio; di rigenerare vecchi quartieri dormitori e ridare decoro alle nostre città e periferie spesso degradate.

Una centrale termica gratuita e non climalterante

Pochi ancora lo sanno ma, ad esempio, un balcone completato con le VePa diventa a tutti gli effetti una piccola efficiente “serra tampone”, che permette di ridurre le dispersioni termiche della casa in inverno.

Inoltre, come “serra captante” permette di immagazzinare il calore del sole e convogliarlo ai vani interni. Una piccola “centrale termica” che genera tepore pulito e gratuito. Determinando così risparmio economico e riduzione dell’inquinamento atmosferico. Mentre nella bella stagione le antine di vetro delle VePa si aprono, impacchettandosi l’una contro l’altra, fino a sparire del tutto. Evitando così, in estate, quell’insopportabile calore “effetto serra”.  

Questo processo virtuoso permette anche – indirettamente – di ridurre la domanda di cementificazione, il consumo di territorio e l’impermeabilizzazione del suolo. 

Preservare il nostro ambiente dal collasso climatico

L’antropizzazione è la causa primaria dei disastri ambientali che renderanno inospitale la Terra per le future generazioni se non interveniamo oggi, subito, immediatamente. 

Nello sforzo comune di salvaguardare il nostro pianeta, una piccola idea, un piccolo gesto moltiplicato per milioni di individui può fare la differenza. 

È quello che tutti speriamo… attraverso un maggiore utilizzo delle VePa, questi “sistemi intelligenti”, come sono state definite da famosi architetti. Che le hanno inserite – con numerosi benefici – in importanti progetti internazionali di rigenerazione edile e riqualificazione urbana. 

 

Vito Chirenti

 

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