Normative

Consiglio di Stato

“Non occorre il permesso a costruire"

Le vetrate panoramiche sono considerate delle antine paravento utilizzate per la protezione dal vento, pioggia e varie intemperie.

Tutto ciò è confermato dai Magistrati della Terza Sezione del TAR di Bari i quali, rifacendosi all’art. 55 del Codice di Procedure Amministrative, NON hanno ravvisato violazioni alle Norme in materia urbanistica in quanto “la chiusura del balcone, realizzata con un sistema facilmente amovibile e non stabilmente ancorata alla struttura del balcone stesso”, “non genera un cambio di destinazione d’uso del balcone”.

Partendo dall’assunto secondo cui per “volumetria” o “cubatura” si intende un qualsiasi organismo edilizio che comporti una trasformazione del territorio, è evidente come le antine in vetro paravento, meglio conosciute come vetrate panoramiche, siano state pensate per evitare la formazione di suddette cubature stabili e definitive, a differenza di quanto accade per gli infissi/serramenti posti a chiusura definitiva di un balcone che, di per sé, nasce come spazio aperto.

Ignorando tali definizioni, le Amministrazioni comunali intraprendono spesso illogiche e immotivate battaglie contro le antine di vetro, ritenendo necessario, per la loro installazione, il possedimento di un qualche titolo edilizio. Questo le porta a incorrere in palesi violazioni della legge, quali:

  • violazione e falsa applicazione degli artt. 3, 6, 10 e 22 dpr 380/2001;
  • violazione e falsa applicazione dell’art. 34, comma 2-ter, dpr 380/2001;
  • eccesso di potere per erronea presupposizione in diritto;
  • erronea qualificazione dell’opera;
  • eccesso di potere per travisamento dei fatti.

Come si evince, invece, ai sensi dell’art. 6, comma 1, lett. e-ter), DPR 380/2001, l’installazione di antine in vetro paravento costituisce attività di edilizia libera, rientrando nelle opere di finitura di spazi esterni e, pertanto, attuabile anche in mancanza di titolo.
In questo caso ci si trova di fronte a elementi mobili, precari e che, proprio per questa loro natura amovibile, possono essere facilmente smontate da chiunque e senza l’utilizzo di particolare attrezzatura. Si tratta, in definitiva, di strutture leggere finalizzate alla protezione da agenti atmosferici e alla migliore fruizione dello spazio esterno dell’unità abitativa e non atte alla creazione di una nuova volumetria.

Normative e sentenze

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Il Tribunale Amministrativo della Regione Puglia-Lecce ha pronunciato definitivamente il ricorso, come nella proposta di iscrizione, lo ha accolto e ha quindi annullato il parere espresso nella Nota 1. 0010152 Direttore dei Beni Architettonici e Paesaggistici e dei Beni Storici e Artistici N. 01690/2010 REG: RIC: pag. 5 e l'antropologia etnografica delle province di Lecce, Brindisi e Taranto.
Riguardo all'installazione di pergolati apribili, i distretti o gli enti comunali di riferimento devono tenere conto di alcuni giudizi perché approvano il riconoscimento ufficiale e legislativo di queste strutture come elementi funzionali di arredo urbano che rispettano assolutamente l'ambiente costruito esistente.
Il Consiglio di Stato ha stabilito con questa sentenza contro Roma Capitale, che il provvedimento di demolizione di questo tipo di edificio è illegale, se non viene riempito o modificato nella forma e nella facciata o se non è adatto a creare un nuovo ambiente stabile o aumentare la superficie o il volume.

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